Ci sarebbero tanti aneddoti divertenti sul percorso che mi ha avvicinato al mondo della fotografia.
Vi racconterò i più importanti, gli altri la prossima volta, magari mentre ci beviamo un caffè.
Per esempio: lo sapete che le prime foto le ho scattate alle elementari, con la macchinetta che si trovava nel detersivo che la mamma comprava al supermercato?
Che dire, invece, del corso di fotografia fatto alle scuole medie con la vecchia macchinetta del nonno? Un completo disastro!
Ma se devo pensare ad un evento decisivo, quello che mi ha portato ad acquistare la prima reflex, devo citare la distruzione della mia “compatta”, tristemente caduta sugli scogli durante un pomeriggio di vacanza (nota a me stesso: in futuro non prestare mai l’attrezzatura!!!).
In seguito a questi avvenimenti è iniziato ufficialmente il mio percorso, dapprima come semplice amatore, poi come studente e ora come professionista.
Nel 2018 mi sono diplomato in “Fotografia Analogica e Digitale” presso il CFP Bauer di Milano.
In questi ultimi anni ho inoltre avuto l’occasione di esporre i miei lavori presso “La Triennale” di Milano e la “Galleria Ghiggini” di Varese.
Il mio modo di vedere il mondo dipende dai vetri che si frappongono tra me e la realtà circostante.
La sensazione del peso della macchina fotografica tra le mie mani è ciò che nei momenti di confusione mi da sicurezza, equilibrio, controllo e concentrazione, permettendomi di focalizzarmi su quello che importa per davvero, sia in mezzo a una tribuna gremita di tifosi che durante un matrimonio, da solo sulla riva di un lago, sia in uno studio che ad un concerto.